martedì, 29 luglio 2008, ore 29/07/2008 03:30

Mi sto riappassionando a William Blake, soprattutto a Songs of Innocence e Songs of Experience.
Ma mi infoga anche...

La sua teoria sull'oscurità del poeta:
«Lei dice che mi occorre che qualcuno mi spieghi le mie idee. Ma dovrebbe sapere che ciò che è Grandioso è necessariamente oscuro ai Deboli. Ciò che si può rendere esplicito all'Idiota non vale la mia cura. I più saggi fra gli antichi considerano il non troppo Esplicito massimamente adatto all'Istruzione, perché suscita le facoltà dell'azione. Cito Mosè, Salomone, Esopo, Omero, Platone»;

ma anche la funzione creatrice e  rivelatrice dell'arte:
«Il Corpo Eterno dell'Uomo è l'Immaginazione, cioè, Dio Stesso, Il Corpo Divino - Gesù»,
«L'Immaginazione è Eternità»;

e la poesia che è soprattutto visione:
«Tell me what is the night or day to one o'erlow'd with woe?
Tell me what is a thought? & of what substance is it made?
Tell me what is a joy? & in what gardens do joys grow?
And in what rivers swim the sorrows? and upon what mountains
Wave shadows of discontent? and in what houses dwell the wretched,
Tell me where dwell the thoughts forgotten till thou call them forth?
Tell me where dwell the joys of old? & where the ancient loves?
And when will they renew again & the night of oblivion past?
That I might traverse times & spaces far remote and bring
Comforts into a present sorrow and a night of pain.
Where goest thou, O thought? to what remote land is thy flight?
If thou returnest to the present moment of affliction
Wilt thou bring comforts on thy wings, and dews and honey and balm,
Or poison from the desart wilds, from the eyes of the envier?»

Che fa più o meno così:

«Ditemi che cos'è la notte o il giorno a uno travolto dal dolore?
Ditemi cos'è un pensiero? & di quale sostanza è fatto?
Ditemi che cos'è una gioia? & in quali giardini crescono le gioie?
E in quali fiumi nuotano i dolori? e su quali montagne
intessono ombre di scontento? e in quali case dimorano i miseri,
ubriachi di dimenticata sofferenza, e rinchiusi dentro alla fredda disperazione?
Ditemi dove dimorano i pensieri dimenticati finché tu non li richiami fuori?
Ditemi dove dimorano le gioie del passato? & dove gli antichi amori
E quand'è che essi si rinnoveranno & la notte di oblio sarà passata?
Che io potessi attraversare tempi & spazi molto lontani e portare
conforti in un presente affanno e una notte di dolore.
Dove vai, o pensiero? verso quale remota terra è il tuo volo?
Se ritorni al presente momento di afflizione
porterai conforti sulle tue ali, e rugiade e miele e unguento,
o veleno dai deserti selvaggi, dagli occhi del nemico?»

Poesia visonaria e profetica:
«Too see a World in a Grain of Sand
And heaven in a Wild Flower,
Hold Infinity in the palm of your hand
And Eternity in a hour.»

senza contare la sua modernità in senso politico, sociale e sessuale, e la sua "teologia negativa", e la prima forma di Niandra.
E l'esaltazione dell'energia. Wow.

Ma voglio solo trascrivere una delle più belle cose che abbia mai letto:


The Tyger

Tyger, Tyger, burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Could frame thy ferful symmetry?

In what distant deeps or skies
Burnt the fire or thine eyes?
On what wings dare he aspire?
What the hand dare sieze the fire?

And what shoulder, & what art,
Could twist the sinews of thy heart?
And when thy heart began to beat,
What dread hand? & what dread feet?

What the hammer? what the chain,
In what furnace was thy brain?
What the anvil? what dread grasp
Dare its deadly terrors clasp?

When the stars trew down their spears
And water'd heaven with their tears.
Did he smile his work to see?
Did he who made the Lamb, make thee?

Tyger, Tyger, burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Dare frame thy ferful symmetry?



P.S.: se trovo l'audio del tizio che la recita lo posto (oggi l'ho cercato ma nada), ne vale veramente la pena




P.P.S.: tra l'altro molti dei componimenti vennero anche musicati, quindi la poesia di questo tipo è veramente "musicale", nel senso mio del termine (senso che nessuno
(cioè gli appassionati di aw) conosce, tra l'altro). Okay faccio mia la sua poesia, ma è singolare che c'azzecchi su ste cose, e che tutto si risolva nel solito cerchio, e che aw acquisti sempre più senso, in fondo.
Pensato e/o confezionato da George Frusciante.
martedì, 22 luglio 2008, ore 22/07/2008 01:34

I

Senza parole rimani. Fantastiche ombre vediamo muovere e innalziamo corpi. Poeti attraversano strade buie con luci ai lati che inebriano l'animo inconsciamente. Fiamme fiamme attraversano la strada e gli occhi sbarrati non raccolgono lacrime di intense emozioni silenti. Energia con molto lavoro si trasforma in un miscuglio roboante che entra nell' orecchio interno e riprende il monito, con carri vuoti trasportati dal vento, la luna impedisce il buio, o meglio il sole; attraversa la strada di notte, la collina si raggiunge piano; contempla la luna il fuoco l'energia le stelle il cielo esplode. Scaraventa l'anima nell'aria sazia di me, e io riprendo a camminare. Sulla strada. Tra vari paesaggi e distese incontro l'albero dai fiori gialli, troppo alto per raggiungere qualcosa, mi arrampico e cado: chi stende il telo? Grazie. Riprendo il cammino ma subito la pianura si rivolta e fa scappare le titubanze davanti allo schermo silente. Vai! Vai a liberare energia! E il fiume scorre....


Dondola il destino senza sapere che l'attesa ci riserverà varie sorprese. Invisibile come sei agguanti il mistero. Così misteriosa eppure senza segreti, per questo misteriosa. Dondoliamoci e risparmiamo energia. Come succedeva la prima volta. Le prime volte che ci fermammo. Prima con un telo cadevi e morivi, ora muori, senza lacrime vivi d'incanto, natura sente strepitii. Ombre ombre e ombre. Lasciami che ti spiego io. La natura salta in qua. Che noiosa nottata in compagnia dell'erba mattacchiona degli scoiattoli che ti chiedono un drink; lìberati dell'anima gigante, lascia che si liberi nel cielo, che veda il sentiero per te e ti guidi all'arrivo, con titubanze ma senza ripensamenti, senza destino e senza morire, per ora.

Popolazione. Cresci ed espanditi, la terra è ricca. Genti di ogni dove, vivono di solo pane e io che muoio di niente. Gialli fiori dell'albero imponente, senza altre attese lo abbatto, non colpirlo in alto, lui ti vede,colpiscilo laddove non sa che c'è vita. Scappa più che puoi, comunque non ti inseguirà, servi ai piedi, vuota la tua -scenza. A gran passo vedremo il colpevole, si illuminerà di gioia, che non si conosce altro da queste parti, che mondo è senza un po' di mela, che mondo senza la poltiglia di cera di candela che ustiona la mia pelle. Non posso soffrir della candela versata per te, concedimi la grazia, quando morirai ti troverò sorridente, gioiosa nel tuo letto e sorridente, 'ché gli altri ti verranno a trovare e la casa farà uscire il fumo e gli animali negli alberi.

II

Caverna buia manda segnali di fuochi incessanti e tamburi e altri suoni scoscesi. La caverna si affolla di uomini di spiriti balli. Balli di balli di balli. Le maschere nascondono germogli nelle facce dei presenti che intensamente si rivelano all’uscita e alla luce. La pianura e il campo erboso così freschi sono perfetti per la danza. Si fa festa e la tribù si trasforma in un tutt’uno con l’aria, versate acqua solida ‘ché non c’è tempo ‘ché non c’è fuoco. Lascia l’ascia lascia l’ascia. A passo regolare danza e recita con la maschera, nel campo erboso recita con la maschera, la tua maschera. Il responso non si fa attendere, comunque. Pausa tra le palafitte. E un grazioso ritornello, come non si sente negli stadi avanzati dell’intelligenza e il cervello ribollisce di sapienza e di coscienza, la rivelazione di ogni uomo si configura in maniera blasfema, allora dimmi ciao Giorgio sei uno di noi «cavolo stai a fa’» non sei uno d noi e vaffanculo. Danza con noi muori se puoi poi risorgi e manca la tappa le tappe e brucia la pagliuzza del terreno.

Nel sottobosco rintracciamo spiriti che dormono e si assopiscono. Nulla più sta danzando allora vedremo carne e erba insieme allora vedremo casi umani in piazza, leggi fra le righe Sig Thompson fai di me un uomo libero. Oh si fai. Che idiota che sono. Mangia la carne e l’erba assieme rivestita di luci  diventi un granatiere canta nel sottobosco su un tronco abbattuto rifletti su me e su te tra la luce soffusa e l’atmosfera calma e stabile. Io ti sto ad ascoltare, ascoltami. Grandi distese: dimentichiamo per non corrispondere con tutti coloro che muoiono dissanguati. La miniera d’oro non ci interessa. Il filone è troppo grande ed esteso io generalizzo non spreco la mia dignità per due gufi e tre marmotte. Recinti maligni accerchiano la casa bianca e vuota, s’illumina e risplende di luce silente. Riusciamo a scavalcare il recinto ma non possiamo entrare in due.

Allora fuori saltiamo e danziamo come e più di prima fuori mangiamo carne o erba e tutt’e due nei giorni coi gufi e le marmotte e furor di agnelli che rivestono un ruolo non indifferente, la casa è stretta, chimicamente incosciente e fagocitante. Intermezzo. Oche piscine e grandi distese ci aspettano solo lì le anime si fondono e spiriti si ribellan nella stanza c sto da solo. Solo nella stanza si crea un parco colle strutture liquide. Fuori mangiamo carne e erba o carne e erba. Arrosto. Ritrova la tua strada ragazzo. Ti resta poco tempo prima della fine stai attento al bosco coi gufi stai attento ai perigli. Ma non aver paura di farti del male. Stai attento a rischiare la tua strada di ghiaia.

III

Discendo le scale intense e ripide come una cascata. Altre luci meno intense mi accompagnano lateralmente e e la porta in lontananza produce una musica ritmica e accattivante, una musica rivelatrice ed ammaliatrice, è la vita. La vita che ti culla e ti consiglia. Che sogghigna, che ti perde. Alzarsi e correre non serve, meglio camminare ed ammirare, ed afferrare e provare nel riflesso dei nostri sensi. Respirare i nostri sensi. Molto ritmica camminata discende ancora e si trasforma in una sentenza di condanna. Tempo per incassare ma non per riprendersi. Pensare all'attimo e venir scaraventati nella grandiosa stella illuminata da se stessa. Che accoglie il nostro riflesso e i nostri sensi. Ottenere speranze è vano nel buio. Comincia la battaglia lenta e digita 2 + 2 = 4 finirai a raccogliere lamentele. La lenta camminata sfiora il passaggio dei folletti e le capre attraversano la pianura e la casa la stanza l'oceano il recinto lo schermo l'area il promontorio, la distesa di fiori incandescenti, la stanza degli specchi. Che riflettono i miei sensi. I sensi sviluppano la mente e alterano la forma. La forma è importante ma costringe la sostanza. E per ora non mi va. Mi allontano e spero possiate capire un giorno. Non questo, però. Le mie ultime parole non sono queste. La fine... non è la fine, disse piretto, o chi per lui. Alziamo la testa ed usciamo dalla porta luminosa che la nostra anima venga assorbita ma rimanga indipendente.

L'estate svela magie e sogni che si portano dietro mesi e mesi di stanchezze e vari sussulti. Non svelati, non sfogati, non mangiati. Non permettere alla terra di fertilizzare il non fertilizzabile, che altrimenti farà di me inutile strumento per zappare. Gira intorno al mondo, simpatico come sempre, ridurre a niente la mia fame di estrema sintesi. Parla di morti e distingui le anime decadute da quelle particolari. Senza anima tu lo sai non si vola. Così importa a me che capisci il senso tu che mangi senza mani senza altro strumento allora capisci il senso ma poi non venire a dire altre idiozie, salta la fontana e non bagnare le scarpe che poi son da lavare. Salta la terra spingiti fino al mare con i gabbiani e le discese illuminate e le porte spalancate e le fiamme scatenate, e la gioia dei nostri padri e dei nostri figli per l'attesa della fine del mondo. Sibila il vento lo disse uno di noi.

In pace con gli amici e gli indiani una tribù non si distingue dalle altre per inefficienza ma per rigore e stile e moda. La moda non soggioga i buoi. Un po' così ma alternato. L'altalena si intreccia con le altre, il suo dondolio intreccia l'altrui pensiero e non c'è alcuna soluzione logica alla pace eterna 'ché noi siamo così dopo tutto, gioca al pompiere e poi spegni il fuoco 'ché il mondo è così. Traggo estreme ed opposte ispirazioni mi dispiace ma il mondo è un po' così, datemene atto. Il mio amicone è morto ma il mondo è un po' così. E gli ani-mali fingono gioia e il diavolo si mangia le radici della vergogna che noi siamo un po' così ma voi mi sorprendete sempre così perché il mondo è anche un po' così, per fortuna. Per fortuna voi vi fate in quattro e loro mangiano terra quando l'aria è solida e quando liquida ci danzan attorno. Fortuna che il mondo è anche un po' così.


IV

Calpesti terra ingorda e spiaccichi sopra il tuo spirito che diventa verde e striscia nell'aria. Dimenticando emozioni perse, ricordiamo vite lontane, e piangiamo senza lacrime. Dimmi la risposta 'ché son codardo, 'ché sono fatto in modo da non potere ottenere risposta, 'ché mangio con le mani e sudo cinque volte più di te, 'ché vedo le anime liquide divenire folletti verdi che ci appassionano, che abbagliano la mente a me, che vivono di farro. Anime che vivono di fermento si incontrano con la saggezza popolare e il freddo artico ci pervade e si incastra tra gli alberi spogli e il sottobosco. Che ci accoglie e ci imita, ci forza a cercare risposte, ci spinge a materializzare le sorprese ottenute senza forza ma con decisione, con la gioia vissuta dagli antenati. Sull'esile tronco con lui respiriamo aria pura e ci inebriamo di sottili richieste e magari si potesse ottenere ciò che il sottobosco ci chiede, ciò che ci chiede. Ciò che la maturità di una persona dovrebbe dimostrare. Le strade strette sono per pochi, e son fredde quanto basta per creare una folata di vento silenzioso.

Oh che festa nella pietra cementata! Ecco la mia festa di addio al mondo presente non odio il presente gli dico addio, addio alla luna e al vento. Un coro di bambini manda segnali di fumo costringendo a dire Ciao Mary, Ciao Mary, Ciao Gina. Fino a che rotoli e ti scaraventano nella piazza con una chitarra strapazzi l'aria liquida, che ci fa gelare le mani sennò... Gira su te stessa e mostraci la via più stretta, vie verdi ad ottenere il non ottenibile tutti insieme persone di merda, ma è normale.

Come dici no, se non puoi fare di me te, che ci vuole? Come dici fai sempre la tua casa di ogni luogo che visiti salata gioca prendi salta vedi inizia la tua vita è un sussulto. In ripetizione manda segnali e segna il territorio che quelli si arrabbiano brrrr. Tutti un po' così che dicono bla bla bla e poi non sanno neanche accendere un fuoco un po' come ginocastaldi. Un po' come la terra gravida che insegna a mangiare con le mani e interrompe auto celebrazioni. Finire di lavare i vestiti assolda attenzioni e risalta questioni rilevanti solo per me e te. Mangia con le mani. Incastra le siepi e dipingi i tappeti. Le pareti, così aperte, rischiano la chiusura. Dipingi le pareti, di verde. Il verde magicamente scompare e tutti intorno ci mettiam a ballare così caldi e contenti del mondo che una buona volta siamo lo spettacolo e non lo spettatore che si sa la maggior parte degli spettatori son rottinculo e io dico porca merda... per non dire DIOSTRONZO e quelli ooooooh e allora per un giorno fanculo ai ghiri fottetevi e come dice quello stacchiamogli un occhio sodomizziamo la sua orbita e poi pisciamoci dentro. Attenzione ai circoli sono troppo chiusi che formano una ruota di bolle di organismi che decentemente danno un responso positivo a tutto, tutto un responso che non conosce la differenza tra il pane ed il bene, dopo tutto
.
Pensato e/o confezionato da George Frusciante.
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domenica, 20 luglio 2008, ore 20/07/2008 16:39

Questo sì che è capire Internet.

P.s.: voglio quest'asciugamano!
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giovedì, 17 luglio 2008, ore 17/07/2008 03:03

Calmi figlioli, anche i ghiri muoiono.
E tu perché non ti lasci, maledetto rottinculo?
Vedi armi e dici cazzate.
Wiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.
Sta tornando il miraggio e l'acqua mira in alto.
Coprimi di olio per friggere.
Vado a pisciare. E a riposarmi. Ciao.
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giovedì, 17 luglio 2008, ore 17/07/2008 02:39

Rileggendo le note del passato manco di opacità ma scrivo gli spartiti.
Riparlando il tempo che fu mi stupisco di me stesso e mi incuriosisco di quanto possa essere fine delle volte, quando incuriosisce la mia faminepulse. Come un cespo di rovi. E la mia vetta innevata.
Pensato e/o confezionato da George Frusciante.
mercoledì, 16 luglio 2008, ore 16/07/2008 13:51

«Qualsiasi società che sacrifichi un po’ di libertà per una maggiore sicurezza non si merita nessuna delle due cose e le perde entrambe.»

-Benjamin Franklin
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lunedì, 14 luglio 2008, ore 14/07/2008 18:20

Pensato e/o confezionato da George Frusciante.
domenica, 13 luglio 2008, ore 13/07/2008 16:00

SPLASH
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venerdì, 11 luglio 2008, ore 11/07/2008 23:55

E gli elicotteroidi! wooooooooooooooooooo
Come on now!
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giovedì, 10 luglio 2008, ore 10/07/2008 02:13

Che casino senza Jimble.
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lunedì, 07 luglio 2008, ore 07/07/2008 22:44

Trovo veramente irritanti le persone che si credono fighe 'ché loro non hanno "il tempo per gestire un blog". Ognuno è fatto diversamente: c'è chi dice tutto a tutti e anche il cane sa quando ha cagato l'ultima volta, chi dice le sue cose a pochi intimi e gli sta bene così, chi non lo dice a nessuno però c'ha un blog dove spiattella tutto, e c'è chi come me da le cose col contagocce alla maggior parte delle anime e ha un blog per dirle in maniera ermetica, che minimo i miei parenti lo leggono più di me. Dimenticavo: poi c'è anche chi non sa scrivere e chi oltre alle troiate dette al fidanzat non sa elaborare concetti leggeri come le nuvole e liquidi più della merda sciolta. Ecco, una cosa del genere ho detto a uno di 'sti tizi così irritanti. E vaffanculo.

P.S.: Devo essere print sto periodo. Lo so è penoso, ma non biasimatemi, son mesi un po' così.
Pensato e/o confezionato da George Frusciante.
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giovedì, 03 luglio 2008, ore 03/07/2008 23:32

L'altro giorno un rottinculo portavoce di Cristo (a suo dire) mi ferma e io gli dico che non mi interessa:
George: «No non mi interessa.»
Rottinculo: «Ah lei è così, un "non credente", eh ma vedrà fra poco...»
G: «Cosa» (sapevo che parlava dell'apocalisse, ma ho voluto stuzzicarlo).
R: «Eh con quello che sta succedendo...»
Ebbene abbiamo intrattenuto una breve conversazione sulla religione etc... Mi stava anche divertendo come cosa. Poi però si è rivelato per quello che è, ha iniziato ad argomentare dall'alto del cazzo e allora mi stava già stufando... E così l'ho lasciato cagare.

Alcune argomentazioni che  voglio annotare per ricordarle un giorno:
-Io non sono un "non credente". Io sono una persona, che poi uno sia credente quella è la sua particolarità, dire "non credente" implica che un Dio ci sia, in pratica è una frase illogica, è come dire che intorno al buco c'è la ciambella.
-Dio è di destra e Gesù è di sinistra: Dio padre è un autorità vendicativa, dettaregole e puniscipeccatori, che è sempre lodato e temuto, Gesù predica la pace e la tolleranza, il nutrimento dello spirito e l'uguaglianza, neanche tre anni e l'hann crocefisso... (il rottinculo a questo non ha saputo rispondere, ahah).
-Ammiro molto il pensiero di Gesù Cristo, ma alla stregua di molti altri filosofi (il rottinculo mi ha gettato uno sguardo di sufficienza).
-Non potete far finta di interessarvi a Cristo e poi atteggiarvi ad eletti di non so dove.
Pensato e/o confezionato da George Frusciante.
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martedì, 01 luglio 2008, ore 01/07/2008 01:08

A quanto pare è uscito Civilization per handicappati (per console).
Mi consolo aspettando Civilization IV: Colonization (per PC).
Pensato e/o confezionato da George Frusciante.
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