martedì, 30 dicembre 2008, ore 30/12/2008 01:15

Ciao figli, non so il perché ma oggi devo morire senza poter avvisare (anche se lo sto facendo) nessuno di quelli che non erano attenti. La vita è misteriosa, e non ho la minima intenzione di svegliarmi e dire "Questa è vera merda, vera merda" o "E io son d'accordo con te". Per cui ciao e buon proseguimento.
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sabato, 27 dicembre 2008, ore 27/12/2008 00:09

«Io commento su Splinder, femminuccia» disse una volta Fabbio Di Ninno.
«STFU», rispuose Rob Lucci, o Moneta per lui.
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categoria : my life, aw , assimilazioni in scala di grigi

giovedì, 25 dicembre 2008, ore 25/12/2008 03:11

Tsk, è morto il mìale, le donne non festeggiano più come una volta, e i bambini son cresciuti, con buona pace del sassofono.
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venerdì, 12 dicembre 2008, ore 12/12/2008 02:09

Come roller di nuovo acceso. La vista inizia la sua corsa nel vuoto e perduto rincorre le stagioni di piombo. Nel baratro ci si ritrova a singhiozzi facilmente superabili e sopportabili da chicchessia; non si confanno ad uno come me, che mangia la carne il venerdì e ruba il cestino delle mele senza farsi accorgere, ma che è pronto ad usare le sue meningi per il suo mondo. Diciamo no ad un sosia della sacca ventrale che affanna il suo mondo e ridiamo male. Non ci perdoneranno e noi moriremo di stenti. Chi ci prende in giro?
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sabato, 06 dicembre 2008, ore 06/12/2008 01:53

Questo periodo non riesco a far coincidere le mani con i piedi. Perdòno.
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lunedì, 17 novembre 2008, ore 17/11/2008 22:56

Chr
osmosi
chr
ritrovo in tracce
chr
sapienza diffusa
nel corpo
chr
con me.
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mercoledì, 22 ottobre 2008, ore 22/10/2008 00:07

Seppur 2002 Red Hot e 2003 Linkin Park (O.o).... Argh! Ehm... comunque:

2004:

Ataxia - Automatic Writing

John Frusciante - Shadows Collide with People

Verdena - Il Suicidio dei Samurai

Devendra Banhart - Niño Rojo

The White Stripes - Elephant (eh sì un po' in ritardo!)

2005:

The Mars Volta - Frances The Mute

Daft Punk - Human After All

The White Stripes - Get Behind Me Satan

Devendra Banhart - Niño Rojo

Franz Ferdinand - You Could Have It So Much Better...

Maxïmo Park - A Certain Trigger

Sigur Rós - Takk...

2006:

Vinicio Capossela - Ovunque Proteggi

John Frusciante & Josh Klinghoffer - A Sphere In The Heart Of Silence (anche questo un po' in ritardo!)

Fabri Fibra - Tradimento

John Frusciante - Smile From The Streets You Hold

2007:

Arcade Fire - Neon Bible

John Frusciante - Smile From The Streets You Hold

Vinicio Capossela - Canzoni a Manovella (ritardo giustificato!)

Maxïmo Park - Our Earthly Pleasures

Sigur Rós - Hvarf-Heim

2008:

Daft Punk - Alive 2007

Sigur Rós - Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust

Vinicio Capossela - Da Solo

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martedì, 21 ottobre 2008, ore 21/10/2008 01:16

Il mio pensiero è rivolto alle foglie cadute.
La via sbagliata è una preoccupazione angosciante, la velocità sbagliata mira alla sconfitta preventiva. Il mio carattere assurdo vi permette di conquistare un posto nella storia.
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mercoledì, 15 ottobre 2008, ore 15/10/2008 19:23

Qualcuno mangia verde.
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venerdì, 26 settembre 2008, ore 26/09/2008 22:37

Dice Human After All, e vabbè, ma se scrivi sul sottonick di messenger "ciccino ti amo" sei un disturbato mentale, non c'è altro. O quelli che dicono cosa stanno facendo. è una cosa assurda pensare che a qualcuno gliene importi. Non gliene frega a quello a cui lo stai dicendo figurarsi agli altri! Oh ma che ne voglio sapere della gente che vomita la sua gioia di fanciulla sulle natiche della gente. In fondo non ho la vita di fiocchetti e amiconi di uno che si firma ¢σÑ•ι'. Che racconta i suoi aneddoti per farsi invidiare di quando è figo e degno di andare dalla de filippi. A vomitare sull'ombra della gente. A coprire la sua scarsa persona con merletti e pizzi, colori e scritte da burdo fashion style. Che si è comprato l'iPhone ma lo sporca 'ché ha le mani luride e le ragazze si sentono lusingate di farsi mettere in lista nella discoteca di Barbie da un coglione che almeno ha la cinta di Gucci non D&G che loro non mi piacciono non ho nulla contro i gay ma mi fa senso. Ecco. Io vado cercare da mangiare. E ad allontanarmi da sta gente qui. Che purtroppo attiro. Fanculo. Ci vedremo sul sistema Lattimer.
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giovedì, 18 settembre 2008, ore 18/09/2008 04:01

Caduta più in basso di così, dovrà imparare a confrontarsi con gli altri, senza far entrare nessuno. Ma si può?!
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sabato, 13 settembre 2008, ore 13/09/2008 18:54

"Settembre ci porterà via con sè", canta Alberto Ferrari, e 'sti cazzi. Anno passato senza ricordi di carta, se l'acido di carta vive nel passato e nel futuro dimmi chi riincontrerò, un anno per sognare di nuovo ed impegnarsi. Tornato dal limbo non mi districo ancora bene vedremo chissà che non muoia di battume e che dici? Ti fregheremo il posto prima o poi. Senza malto diciamo che le nostre difese si ritraggono nella rinascita, con le pretese del mondo che si fanno più pressanti. Senza sapere la verità mangiam ossa e digeriamo piano, preoccupiamoci del mondo e ansiosi salutiamo la luna 'ché è di nuovo Settembre. Prepariamoci per la nuova strada, il nuovo bivio di un incessante cammino che è fatto per andare veloci, e bene, io viaggio alla velocità di crociera, vi guardo e sono invidioso, ma felice di non essere come voi, che cedete alla leggerezza dello spirito senza porvi problemi, senza fare come chi si ferma a guardare. Io che non so stare al passo dei giorni morirò sull'altalena. Mi odio per questo.
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venerdì, 05 settembre 2008, ore 05/09/2008 02:52

Il sangue nel pavimento, ed eccolo disteso nell'umido umore di un'anima persa. Annebbiata dalle sue paure, rifiutata dai conigli di carta. Rompete le righe! Calpestate le foglie, fatevi sentire. Lasciatelo disteso in una pozza di sangue. Con la bandiera del buio.
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giovedì, 04 settembre 2008, ore 04/09/2008 00:12

Tratto me stesso come un opera d'arte
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domenica, 31 agosto 2008, ore 31/08/2008 22:20

Come osi saltare nel ponte di piombo? La tua morte simboleggia disperazione. Le leggerezza disperde energie. Fuck.
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venerdì, 29 agosto 2008, ore 29/08/2008 00:44

Il primo atto del duemilaotto non è stato dei migliori. Son stato male, al gulliver, alla pelle, alla respirazione, come se il mio corpo rigettasse la mia anima. Son stato male perché all'inizio non ci avevo fatto neanche caso ("sarà un periodo"), poi con nuova coscienza non riuscii a trovare una causa, le ho provate tutte: stress, allergia, ucciso da Fibra. Son stato male tanto che son rimasto debilitato. Poi invece di indagare le cause ho indagato gli effetti.

Da molti mesi sono rimasto a secco della musica frusciata, vuoi per Alive dei Daft Punk, vuoi per chissà cos'altro. 'Sti giorni sto riprendendo la febbra da Niandra ad AWII. Oggi, ragazzi, mi son sparato un trip di Automatic Writing (chi vuole capire mi contatti, dovrò farlo anch'io), e, devo dirvelo, quest'anno non sono mai stato meglio.

Mi son allora reso conto di una cosa:quegli effetti che subivo dal mio corpo sono gli effetti di astinenza. Astinenza fisica. Avete capito. Sono drogato. Della musica di John Frusciante. E, lo giuro, non me lo sarei aspettato; neanch'io, davvero.
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mercoledì, 27 agosto 2008, ore 27/08/2008 02:38

Quelli chiudono, mattine di riprese dall'alto dall'altro, manca la fiducia e la rima si rifà al cuore di ghiaccio.
Come fosse qualcun altro si veste di macchie verdi, si vede solo, in quest'ambiente gonfio di matti.
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martedì, 26 agosto 2008, ore 26/08/2008 03:45

Io sono almeno 12 persone diverse.
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martedì, 26 agosto 2008, ore 26/08/2008 02:35

Gli artisti si vestono di specchi.
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lunedì, 25 agosto 2008, ore 25/08/2008 22:10

Urla di bellezza, saprai dire di chi è la colpa.
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lunedì, 18 agosto 2008, ore 18/08/2008 01:30

Non ho il tempo di farmi portare via. Devo correre per non saltare sull'uva e compromettere la sfera, così piena di un organizzazione mirata alla forma come energia. Anticipiamo.
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sabato, 09 agosto 2008, ore 09/08/2008 15:11

Giochiamo a chi indovina cosa sia la virtù dei folletti verdi. Saziateci.
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giovedì, 07 agosto 2008, ore 07/08/2008 21:36

Esprime il suo bagliore e l'incenso, la magia della festa.
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mercoledì, 06 agosto 2008, ore 06/08/2008 23:27

Sbarca e siediti sulla sabbia, oh monte innevato.
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mercoledì, 06 agosto 2008, ore 06/08/2008 00:50

Cavalca la pazzia piccolo uomo.
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martedì, 22 luglio 2008, ore 22/07/2008 01:34

I

Senza parole rimani. Fantastiche ombre vediamo muovere e innalziamo corpi. Poeti attraversano strade buie con luci ai lati che inebriano l'animo inconsciamente. Fiamme fiamme attraversano la strada e gli occhi sbarrati non raccolgono lacrime di intense emozioni silenti. Energia con molto lavoro si trasforma in un miscuglio roboante che entra nell' orecchio interno e riprende il monito, con carri vuoti trasportati dal vento, la luna impedisce il buio, o meglio il sole; attraversa la strada di notte, la collina si raggiunge piano; contempla la luna il fuoco l'energia le stelle il cielo esplode. Scaraventa l'anima nell'aria sazia di me, e io riprendo a camminare. Sulla strada. Tra vari paesaggi e distese incontro l'albero dai fiori gialli, troppo alto per raggiungere qualcosa, mi arrampico e cado: chi stende il telo? Grazie. Riprendo il cammino ma subito la pianura si rivolta e fa scappare le titubanze davanti allo schermo silente. Vai! Vai a liberare energia! E il fiume scorre....


Dondola il destino senza sapere che l'attesa ci riserverà varie sorprese. Invisibile come sei agguanti il mistero. Così misteriosa eppure senza segreti, per questo misteriosa. Dondoliamoci e risparmiamo energia. Come succedeva la prima volta. Le prime volte che ci fermammo. Prima con un telo cadevi e morivi, ora muori, senza lacrime vivi d'incanto, natura sente strepitii. Ombre ombre e ombre. Lasciami che ti spiego io. La natura salta in qua. Che noiosa nottata in compagnia dell'erba mattacchiona degli scoiattoli che ti chiedono un drink; lìberati dell'anima gigante, lascia che si liberi nel cielo, che veda il sentiero per te e ti guidi all'arrivo, con titubanze ma senza ripensamenti, senza destino e senza morire, per ora.

Popolazione. Cresci ed espanditi, la terra è ricca. Genti di ogni dove, vivono di solo pane e io che muoio di niente. Gialli fiori dell'albero imponente, senza altre attese lo abbatto, non colpirlo in alto, lui ti vede,colpiscilo laddove non sa che c'è vita. Scappa più che puoi, comunque non ti inseguirà, servi ai piedi, vuota la tua -scenza. A gran passo vedremo il colpevole, si illuminerà di gioia, che non si conosce altro da queste parti, che mondo è senza un po' di mela, che mondo senza la poltiglia di cera di candela che ustiona la mia pelle. Non posso soffrir della candela versata per te, concedimi la grazia, quando morirai ti troverò sorridente, gioiosa nel tuo letto e sorridente, 'ché gli altri ti verranno a trovare e la casa farà uscire il fumo e gli animali negli alberi.

II

Caverna buia manda segnali di fuochi incessanti e tamburi e altri suoni scoscesi. La caverna si affolla di uomini di spiriti balli. Balli di balli di balli. Le maschere nascondono germogli nelle facce dei presenti che intensamente si rivelano all’uscita e alla luce. La pianura e il campo erboso così freschi sono perfetti per la danza. Si fa festa e la tribù si trasforma in un tutt’uno con l’aria, versate acqua solida ‘ché non c’è tempo ‘ché non c’è fuoco. Lascia l’ascia lascia l’ascia. A passo regolare danza e recita con la maschera, nel campo erboso recita con la maschera, la tua maschera. Il responso non si fa attendere, comunque. Pausa tra le palafitte. E un grazioso ritornello, come non si sente negli stadi avanzati dell’intelligenza e il cervello ribollisce di sapienza e di coscienza, la rivelazione di ogni uomo si configura in maniera blasfema, allora dimmi ciao Giorgio sei uno di noi «cavolo stai a fa’» non sei uno d noi e vaffanculo. Danza con noi muori se puoi poi risorgi e manca la tappa le tappe e brucia la pagliuzza del terreno.

Nel sottobosco rintracciamo spiriti che dormono e si assopiscono. Nulla più sta danzando allora vedremo carne e erba insieme allora vedremo casi umani in piazza, leggi fra le righe Sig Thompson fai di me un uomo libero. Oh si fai. Che idiota che sono. Mangia la carne e l’erba assieme rivestita di luci  diventi un granatiere canta nel sottobosco su un tronco abbattuto rifletti su me e su te tra la luce soffusa e l’atmosfera calma e stabile. Io ti sto ad ascoltare, ascoltami. Grandi distese: dimentichiamo per non corrispondere con tutti coloro che muoiono dissanguati. La miniera d’oro non ci interessa. Il filone è troppo grande ed esteso io generalizzo non spreco la mia dignità per due gufi e tre marmotte. Recinti maligni accerchiano la casa bianca e vuota, s’illumina e risplende di luce silente. Riusciamo a scavalcare il recinto ma non possiamo entrare in due.

Allora fuori saltiamo e danziamo come e più di prima fuori mangiamo carne o erba e tutt’e due nei giorni coi gufi e le marmotte e furor di agnelli che rivestono un ruolo non indifferente, la casa è stretta, chimicamente incosciente e fagocitante. Intermezzo. Oche piscine e grandi distese ci aspettano solo lì le anime si fondono e spiriti si ribellan nella stanza c sto da solo. Solo nella stanza si crea un parco colle strutture liquide. Fuori mangiamo carne e erba o carne e erba. Arrosto. Ritrova la tua strada ragazzo. Ti resta poco tempo prima della fine stai attento al bosco coi gufi stai attento ai perigli. Ma non aver paura di farti del male. Stai attento a rischiare la tua strada di ghiaia.

III

Discendo le scale intense e ripide come una cascata. Altre luci meno intense mi accompagnano lateralmente e e la porta in lontananza produce una musica ritmica e accattivante, una musica rivelatrice ed ammaliatrice, è la vita. La vita che ti culla e ti consiglia. Che sogghigna, che ti perde. Alzarsi e correre non serve, meglio camminare ed ammirare, ed afferrare e provare nel riflesso dei nostri sensi. Respirare i nostri sensi. Molto ritmica camminata discende ancora e si trasforma in una sentenza di condanna. Tempo per incassare ma non per riprendersi. Pensare all'attimo e venir scaraventati nella grandiosa stella illuminata da se stessa. Che accoglie il nostro riflesso e i nostri sensi. Ottenere speranze è vano nel buio. Comincia la battaglia lenta e digita 2 + 2 = 4 finirai a raccogliere lamentele. La lenta camminata sfiora il passaggio dei folletti e le capre attraversano la pianura e la casa la stanza l'oceano il recinto lo schermo l'area il promontorio, la distesa di fiori incandescenti, la stanza degli specchi. Che riflettono i miei sensi. I sensi sviluppano la mente e alterano la forma. La forma è importante ma costringe la sostanza. E per ora non mi va. Mi allontano e spero possiate capire un giorno. Non questo, però. Le mie ultime parole non sono queste. La fine... non è la fine, disse piretto, o chi per lui. Alziamo la testa ed usciamo dalla porta luminosa che la nostra anima venga assorbita ma rimanga indipendente.

L'estate svela magie e sogni che si portano dietro mesi e mesi di stanchezze e vari sussulti. Non svelati, non sfogati, non mangiati. Non permettere alla terra di fertilizzare il non fertilizzabile, che altrimenti farà di me inutile strumento per zappare. Gira intorno al mondo, simpatico come sempre, ridurre a niente la mia fame di estrema sintesi. Parla di morti e distingui le anime decadute da quelle particolari. Senza anima tu lo sai non si vola. Così importa a me che capisci il senso tu che mangi senza mani senza altro strumento allora capisci il senso ma poi non venire a dire altre idiozie, salta la fontana e non bagnare le scarpe che poi son da lavare. Salta la terra spingiti fino al mare con i gabbiani e le discese illuminate e le porte spalancate e le fiamme scatenate, e la gioia dei nostri padri e dei nostri figli per l'attesa della fine del mondo. Sibila il vento lo disse uno di noi.

In pace con gli amici e gli indiani una tribù non si distingue dalle altre per inefficienza ma per rigore e stile e moda. La moda non soggioga i buoi. Un po' così ma alternato. L'altalena si intreccia con le altre, il suo dondolio intreccia l'altrui pensiero e non c'è alcuna soluzione logica alla pace eterna 'ché noi siamo così dopo tutto, gioca al pompiere e poi spegni il fuoco 'ché il mondo è così. Traggo estreme ed opposte ispirazioni mi dispiace ma il mondo è un po' così, datemene atto. Il mio amicone è morto ma il mondo è un po' così. E gli ani-mali fingono gioia e il diavolo si mangia le radici della vergogna che noi siamo un po' così ma voi mi sorprendete sempre così perché il mondo è anche un po' così, per fortuna. Per fortuna voi vi fate in quattro e loro mangiano terra quando l'aria è solida e quando liquida ci danzan attorno. Fortuna che il mondo è anche un po' così.


IV

Calpesti terra ingorda e spiaccichi sopra il tuo spirito che diventa verde e striscia nell'aria. Dimenticando emozioni perse, ricordiamo vite lontane, e piangiamo senza lacrime. Dimmi la risposta 'ché son codardo, 'ché sono fatto in modo da non potere ottenere risposta, 'ché mangio con le mani e sudo cinque volte più di te, 'ché vedo le anime liquide divenire folletti verdi che ci appassionano, che abbagliano la mente a me, che vivono di farro. Anime che vivono di fermento si incontrano con la saggezza popolare e il freddo artico ci pervade e si incastra tra gli alberi spogli e il sottobosco. Che ci accoglie e ci imita, ci forza a cercare risposte, ci spinge a materializzare le sorprese ottenute senza forza ma con decisione, con la gioia vissuta dagli antenati. Sull'esile tronco con lui respiriamo aria pura e ci inebriamo di sottili richieste e magari si potesse ottenere ciò che il sottobosco ci chiede, ciò che ci chiede. Ciò che la maturità di una persona dovrebbe dimostrare. Le strade strette sono per pochi, e son fredde quanto basta per creare una folata di vento silenzioso.

Oh che festa nella pietra cementata! Ecco la mia festa di addio al mondo presente non odio il presente gli dico addio, addio alla luna e al vento. Un coro di bambini manda segnali di fumo costringendo a dire Ciao Mary, Ciao Mary, Ciao Gina. Fino a che rotoli e ti scaraventano nella piazza con una chitarra strapazzi l'aria liquida, che ci fa gelare le mani sennò... Gira su te stessa e mostraci la via più stretta, vie verdi ad ottenere il non ottenibile tutti insieme persone di merda, ma è normale.

Come dici no, se non puoi fare di me te, che ci vuole? Come dici fai sempre la tua casa di ogni luogo che visiti salata gioca prendi salta vedi inizia la tua vita è un sussulto. In ripetizione manda segnali e segna il territorio che quelli si arrabbiano brrrr. Tutti un po' così che dicono bla bla bla e poi non sanno neanche accendere un fuoco un po' come ginocastaldi. Un po' come la terra gravida che insegna a mangiare con le mani e interrompe auto celebrazioni. Finire di lavare i vestiti assolda attenzioni e risalta questioni rilevanti solo per me e te. Mangia con le mani. Incastra le siepi e dipingi i tappeti. Le pareti, così aperte, rischiano la chiusura. Dipingi le pareti, di verde. Il verde magicamente scompare e tutti intorno ci mettiam a ballare così caldi e contenti del mondo che una buona volta siamo lo spettacolo e non lo spettatore che si sa la maggior parte degli spettatori son rottinculo e io dico porca merda... per non dire DIOSTRONZO e quelli ooooooh e allora per un giorno fanculo ai ghiri fottetevi e come dice quello stacchiamogli un occhio sodomizziamo la sua orbita e poi pisciamoci dentro. Attenzione ai circoli sono troppo chiusi che formano una ruota di bolle di organismi che decentemente danno un responso positivo a tutto, tutto un responso che non conosce la differenza tra il pane ed il bene, dopo tutto
.
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giovedì, 17 luglio 2008, ore 17/07/2008 03:03

Calmi figlioli, anche i ghiri muoiono.
E tu perché non ti lasci, maledetto rottinculo?
Vedi armi e dici cazzate.
Wiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.
Sta tornando il miraggio e l'acqua mira in alto.
Coprimi di olio per friggere.
Vado a pisciare. E a riposarmi. Ciao.
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giovedì, 17 luglio 2008, ore 17/07/2008 02:39

Rileggendo le note del passato manco di opacità ma scrivo gli spartiti.
Riparlando il tempo che fu mi stupisco di me stesso e mi incuriosisco di quanto possa essere fine delle volte, quando incuriosisce la mia faminepulse. Come un cespo di rovi. E la mia vetta innevata.
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lunedì, 14 luglio 2008, ore 14/07/2008 18:20

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domenica, 13 luglio 2008, ore 13/07/2008 16:00

SPLASH
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